IL PARLAMENTO DELLA LEGALITA’ INTERNAZIONALE MULTIETNICO ACCOLTO ALL’UNIVERSITA’ DI PALERMO

VEDERE QUESTE FOTO E’ UN’EMOZIONE. UN BELLISSIMO TRAGUARDO VISSUTO CON GIOVANI STUDENTI ARRIVATI DA OGNI PARTE DEL MONDO E CHE DA TRE ANNI COOPERANO CON NOI PER DIRE SI ALLA VITA, ALLA PACE, ALLA SPERANZA, CHIEDENDO SOLO UN MONDO A COLORI DOVE AMORE E COERENZA SIANO UNA COSA SOLA. VOLTI BELLISSIMI, GIOVANI STUPENDI CHE MERITANO SOLO ESSERE INCORAGGIATI E NON DELUSI. SIAMO ARRIVATI ALL’UNIVERSITA’ DI PALERMO PER INAUGURARE LA PRIMA SEDUTA UFFICIALE. ELETTO PRESIDENTE EL PARLAMENTO MULTIETNICO IL GIOVANE AKA EMMANUEL ARRIVATO A PALERMO DALLA COSTA D’AVORIO E FREQUENTANTE IL 4 ANNO DEL SUPERIORE. E POI TANTI MERAVIGLIOSI STUDENTI E STUDENTESSE CHE ELEGANTI, IN UN GIORNO DI PIOGGIA, HANNO VARCATO NUMEROSI IL PORTONE DELL’UNIVERSITA’. CON NOI ANCHE I PICCOLI AMBASCIATORI CICCIO “AMBASCIATORE DELL’INNOCENZA ” E MARIA GABRIELLA “AMBASCIATRICE DELLA SOLIDARIETA'”-
AL TAVOLO  DELLA PRESIDENZA  HELGA GUARDI, SALVO SARDISCO, NICOLO’ MANNINO, IL RETTORE ROBERTO LA GALLA, IL DIRIGENTE SCOLASTICO ELIANA ROMANO, LA PROF.ssa MARIELLA PALERMO. UN AUGURIO PER TUTTI DETTO DAL RETTORE DELL’UNIVERISTA'” VOI SIETE IL LINGUAGGIO DEL’ARCOBALENO DOPO LA PIOGGIA”. NOI SIAMO NOI… E DALLE CHIACCHIERE CREIAMO LA DIFFERENZA.
Nicolò Mannino

A MONTECITORIO , DA TUTTA ITALIA PER INAUGURARE ANNO ACCADEMICO DEL PARLAMENTO DELLA LEGALITA’ INTERNAZIONALE

NOI ne siamo certi: Non è tutto finito. Semplici cittadini, amministratori, uomini impegnati in politica, esponenti del mondo ecclesiale, studenti, imprenditori, uomini delle forze dell’ordine, del settore del volontariato, mamme, genitori e attori di primo piano ( come Michele Placido) hanno inaugurato con noi  l’anno accademico del Parlamento della Legalità Internazionale nella splendida sala dei gruppi parlamentari a Montecitorio-

 Una vera festa della vita, un fiume in piena di gioia e di entusiasmo che sicuramente dal paradiso avrà fatto gioire quanti hanno pagato con la vita pagine di riscatto da ogni forma di sub cultura dell’odio e contro tutte le mafie.
Gente che è arrivata a  Roma per affetto al Parlamento della Legalità Internazionale, senza guardare sacrifici e farsi i conti in tasca. Si perchè chi ha partecipato a questo singolare appuntamento ha pagato tutto di tasca propria dal biglietto del treno o dell’aereo al soggiorno nella capitale solo per poche ore…il tempo giusto per dire “STO CON VOI PERCHE’ CI CREDO”.
E tutto questo non per un appuntamento con il “pezzo grosso ” di turno, bensì per condividere un cammino culturale con tanti che amano la “politica ” del servizio, la coerenza dell’azione e la trasparenza del vivere certi che – come ebbe a tuonare nella valle dei templi il 9 maggio del 93 il grande giovanni paolo II -” Verrà un giorno il giudizio di Dio”.

Una convocazione di tutto rispetto quindi che ha visto arrivare sindaci e amministratori, gente senza titolo e con troppi titoli
( ma rimasti umili e umani)  da Novara, Mozzecane (Prov. Verona) Roma, dalla Basilicata, dalla Campania, dalla Sicilia.
 Il primo a varcare il portone della sala dei gruppi parlamentari è stato Mons.Michele Pennisi Arcivescovo di Monreale , guida spirituale del Parlamento della Legalità Internazionale e componente della Commissione Giustizia e Pace in Vaticano.
“Credo nel Parlamento della Legalità Internazionale- ha detto l’Arcivescovo- perchè i propone in un messaggio educativo contro tutte le mafie e apre alla speranza in chiave interconfessionale pur rimanendo cristiani certi e convinti del Kerigma della bellezza in Cristo”.A dare il Benvenuto in modo affettuoso e semplice il nostro vice presidente Salvatore Sardisco ben consapevole da mesi che l’evento del 12 ottobre andava curato nei minimi particolari.
Al tavolo della Presidenza anche l’on Mario Caruso, Deputato eletto nella circoscrizione esteri , componente della commissione attività produttive e difesa, il Prefetto Gaudenzio Truzzi, Direttore Centrale per gli affari generali della Polizia di Stato, il Capo del DAP Santi Consolo, il Prof. Carlo Pacella coordinatore del comitato tecnico scientifico del nostro movimento,
Tra la gente, con quella umiltà che lo rende sempre più grande, il neo tesoriere Francesco Cecconi.
E poi tanta gente, tutti a realizzare il sogno di Cristo il quale in un momento di intensa preghiera ebbe a dire al Padre: “Fa che tutti siano Una Cosa Sola”.
Partito l’anno riparte l’entusiasmo.
Già arrivano le prime richieste di conferenze : da Mozzecane il prossimo 12 e 13 Novembre a Nola (Napoli) il 14 Novembre e poi Termini Imerese e Stoccarda per poi fare tappa nel Salernitano e poi a Novara… E TUTTO E SOLO per AMORE perchè come ebbe a dire Paolo Borsellino ricordando Giovanni falcone “Abbiamo un grande debito con chi ha dato la vita…e lo dobbiamo pagare Gioiosamente”. E noi Parlamento della Legalità Internazionale lo stiamo facendo con caparbietà, semplicità e convinzione.
                                                                                                      Nicolò Mannino

«Ragazzi, permettetemi di dirvi: “Andate a scuola!”… la scuola è vostra, così come vostro è il futuro».

Il Capo dello Stato inaugura l’anno scolastico all’IIS Sannino-Petriccione di Ponticelli, quartiere della periferia di Napoli. La scelta è chiara, portare la presenza e la vicinanza dello Stato  in un luogo di “sofferenza”.

Il Presidente Mattarella cita Davide Sannino, il 19enne ucciso nel ’96 per aver reagito ad una rapina, e Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra: «Davide, uno come voi , uno di voi, è stato ucciso a 19 anni perché ha guardato in faccia chi stava rubando il motorino di un suo amico». «Sono contento, cari ragazzi, di essere qui nel giorno in cui, ufficialmente, la vostra scuola prende il nome di Davide Sannino e saluto con affetto i familiari qui presenti. È stato ucciso perché ha tenuto la testa alta. Lo hanno ucciso per farci abbassare la testa. Ma non possiamo rinunciare a essere donne e uomini liberi, come ha testimoniato anche, trenta anni fa, il giovane giornalista Giancarlo Siani».

Con un  accurato appello, il Presidente si rivolge agli studenti:

«Ragazzi, permettetemi di dirvi: “Andate a scuola!”. Andateci. Non ne fuggite. Non fatevi vincere dalla sfiducia. La scuola è vostra, così come vostro è il futuro».

Il clima si fa caldo quando con forza dichiara

«La camorra e le mafie possono essere sconfitte. La camorra e le mafie saranno sconfitte. E voi, giovani di Napoli, sarete alla testa di questa storica vittoria».

Così  Mattarella punta il dito verso la questione migranti: «È importante per l’Italia, e per l’Europa intera, il modo con il quale saremo capaci di integrare i figli dei migranti» e poi aggiunge «La scuola italiana ospita oggi ottocentomila studenti stranieri: più della metà di questi è nata in Italia».

L’integrazione – ha sottolineato ancora Mattarella – nei processi formativi è spesso difficile, soprattutto per i giovani arrivati in Italia da poco, senza la conoscenza della lingua. Eppure l’integrazione sta producendo risultati e assistiamo a un avanzamento negli studi di molti giovani stranieri». Infinte cita la storia di Ba Seydou, 16 anni.:«È arrivato a Lampedusa dopo un viaggio lunghissimo ed è stato accolto da una famiglia italiana come figlio. Ci conferma – ha concluso- che l‘integrazione costituisce un vantaggio per la coesione e la serenità sociale».

Al Presidente della Repubblica abbiamo consegnato una borsa piena di buste, con tante lettere e disegni di tanti studenti,  bambini e adolescenti di Monreale e del “Ferrara” di Palermo, dove da tempo l’integrazione e i valori multietninci sono di casa. In questi semplici ed umili doni al Capo dello Stato, i giovanni ribadiscono con forza il NO ad ogni forma di violenza esprimendo il desiderio di voler costruire un mondo a colori ed affacciarsi con fiducia alla finestra del futuro.

Certi momenti restano indelebili,  incisi nell’animo di chi ama il nostro Paese, dove tanti, troppi, hanno versato sangue innocente per tener fede al proprio credo e ai valori di Patria e Democrazia.

Qualche parola scambiata velocemente ed un breve ma intenso saluto, con la speranza di incontrarsi presto.