Archivio mensile luglio 2017

DiPietro Dragone

I Convegno Nazionale: Migliaia di giovani da tutta Italia radunati per dire NO alle mafie

Sono numerossissimi gli amici del Parlamento della Legalità Internazionale che da tutte le regioni d’Italia stanno manifestando la loro volontà di partecipare al primo convegno della storia del nostro movimento culturale che si terrà nelle due giornate dell’8 e del 9 settembre presso la città di Monreale.

Ci giunge notizia che migliaia di giovani studenti e ragazzi – un vero assedio! –  stanno prenotando pullman dalla Lombardia, dal Veneto, dalla Puglia, dalla Campania e da ogni regione italiana aderente al Parlamento della Legalità Internazionale, per poter raggiungere quello che si prefigura come un primo colorato e gioioso raduno nazionale di quanti non smettono, nonostante tutto, di credere nel riscatto dalla prepotenza e dalla corruzione.

In questi giorni il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, tramite una chiamata, ci ha fatto pervenire il suo sostegno e la sua vicinanza al nostro progetto, dicendosi contento del Convegno Nazionale e appoggiandoci pienamente per “fare squadra” contro il fenomeno mafioso.

Anche il Presidente del Senato, nonché Presidente onorario del Parlamento della Legalità Internazionale, l’On. Pietro Grasso si è vivamente complimentato dimostrando la sua sensibilità verso le tematiche della lotta alle mafie al fianco delle nuove generazioni.

L’evento, sino ad ora, si fregia dell’alto patrocinio della Camera dei Deputati e della presenza dell’Arcivescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi, guida spirituale del Parlamento della Legalità Internazionale e Componente della Commissione della Giustizia e della Pace in Vaticano.

Per la realizzazione concreta dell’organizzazione, fondamentale si sta dimostrando l’impegno del vice presidente Salvo Sardisco, animato dalla passione per la lotta alla mafia che da anni caratterizza questo pilastro granitico del movimento.

Il cuore del Convegno sarà il Centro di Spiritualità della Diocesi di Monreale “Centro Maria Immacolata” a Poggio San Francesco. Lì, da tutto il territorio nazionale, perverranno gli amici e aderenti del Parlamento della Legalità Internazionale, guidati dai coordinatori culturali regionali, per riflettere sul tema “Coerentemente liberi”.

Il nostro movimento ha intrapreso ormai da anni un cammino culturale vissuto appieno in tutta Italia e specialmente nel mondo scolastico e del volontariato. “Abbiamo accolto – ha dichiarato il prof. Mannino – tantissimi giovani e non, che credono in una cultura di speranza e di riscatto per il nostro Paese. Vogliamo rilanciare questa nostra Italia partendo dai grandi valori della vita come Legalità, Fraternità, Solidarietà e Accoglienza, è giunto il momento di confrontarci e dare vita a un Raduno Nazionale.”

Nicolò Mannino e Pino Nazio a Montecitorio lo scorso 5 giugno

Durante le giornate saranno presentate le linee guida del progetto formativo culturale da vivere nell’Anno Accademico 2017 – 2018.

Infine, come coronamento culturale del percorso di quest’anno, ci sarà la presentazione del libro “Io non c’ero” scritto a quattro mani dal nostro presidente Nicolò Mannino e dal giornalista Rai Pino Nazio, che in quest’anno ha collaborato a più riprese con la nostra associazione.

Parte fondamentale del libro è dovuta alla collaborazione dei nostri studenti delle diverse regioni d’Italia, che pur non avendo conosciuto personalmente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino esprimono – in semplicità di cuore – le loro considerazioni e riflessioni.

Il testo è arricchito dalla prefazione del Ministro della Giustizia Andrea Orlando. Hanno assicurato la loro presenza diverse personalità del mondo socio – politico – istituzione e principalmente la società civile e i giovani che seguono con entusiasmo il cammino culturale del nostro movimento.

Pietro Dragone

DiPietro Dragone

“Cos’è la Mafia? Devo chiedere a papà…”

Martedì 18 luglio 2017 il nuovo libro su Falcone e Borsellino al Monterchi Festival

È questa la risposta di un bambino alla domanda del questionario sulla mafia cui hanno partecipato centinaia di ragazzi, da Palermo a Napoli, da Taranto a Bergamo.

La ricerca è riportata nel libro appena uscito dal titolo “Io non c’ero. Cosa sanno i giovani di Falcone e Borsellino”, firmato da Nicolò Mannino, presidente del Parlamento della Legalità Internazionale, e da Pino Nazio, giornalista Rai e scrittore, per le Edizioni Ponte Sisto di Roma. Il libro verrà presentato domani sera, 18 luglio, alle 19,30 a Monterchi, in provincia di Arezzo, e poi nel resto del Paese.

Tra le numerose iniziative editoriali in occasione dei 25 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, questa pubblicazione ha una particolarità: è rivolta ai giovani ed è fatta in parte da giovani. Molte sono le scuole che hanno deciso di adottare il libro come testo base per far conoscere la mafia.

Con l’introduzione del ministro della Giustizia Andrea Orlando, il libro si avvale di preziosi contributi, da quelli della giornalista Anna Germoni, a Giovanni Buttarelli che ha lavorato con Falcone al ministero di via Arenula, fino alla trascrizione del racconto del presidente del Senato Pietro Grasso sull’attentato a cui è scampato per un caso, subito dopo le stragi del ’92. Nel libro sono riportati gli appunti originali che Borsellino ha consegnato a Mannino nel corso di un incontro in una scuola di Palermo e, compaiono i verbali inediti del Consiglio Superiore della Magistratura desecretati in occasione dell’anniversario di Capaci.

“La ricerca – dice Pino Nazio – è basata su un questionario simile a un’altra indagine sociologica condotta 20 anni fa. All’epoca c’erano tra i giovani, soprattutto in Sicilia, quelli che avevano nei confronti dei mafiosi un sentimento di ammirazione, di rispetto. Oggi questo sentimento non c’è più. Se si escludono pochissimi casi, negli oltre 1.500 ragazzini intervistati è chiaro un senso di rifiuto della mafia e dell’omertà. Forse è cambiato il modo in cui le grandi agenzie formative descrivono il fenomeno mafioso, basti pensare alle polemiche degli anni passati su fiction come ‘Il Capo dei capi’.

La ricerca conferma – in una risposta a scelta multipla – che i ragazzini hanno sentito parlare di mafia soprattutto in tv (88%), poi a scuola (57%), attraverso Internet (42,7%), in famiglia (39,3%) e tra gli amici (23,3%)”.

Significativi alcuni pensieri dei giovanissimi presenti nel libro, c’è chi scrive che la mafia “È quella situazione violenta che si crea quando il popolo ha fame e non trova aiuto nello Stato”, chi, pessimisticamente, nota che “La mafia è tutto ciò che ci circonda”, oppure “Coloro che hanno pieno potere sugli altri”, ma anche “Un polipo i cui tentacoli si diffondono ovunque e arrivano in ogni ambito”. Marco, terza media, afferma che “Anche posteggiare in doppia fila, credendosi più furbi e ritenendo che tutto ci sia sempre dovuto, è un atto mafioso che rivela un atteggiamento di prepotenza e di superiorità rispetto agli altri ed anche rispetto alle leggi”; e Noemi dedica ai due magistrati un rap: “La mafia ferisce/Con una pistola ti colpisce,/hanno ucciso Falcone e Borsellino/con la precisione di un cecchino./I magistrati cercano di avvicinarsi alla verità/Con qualche paura e molte difficoltà/Tante volte in aria son saltati/Perché secondo la mafia andavano eliminati./Purtroppo la mafia è ancora a Palermo,/e possiamo eliminarla solo combattendo”.

Da Bagheria Riccardo, tredici anni, ”La mafia non sente, non parla, non vede; noi giovani, invece, vogliamo sentire, parlare e vedere perché vogliamo essere liberi”; Sabrina, di un anno più grande, ”Adesso ho capito che i veri eroi non salvano principesse dal drago o indossano una calzamaglia. I veri eroi siete voi!”. Anche i nuovi italiani conosco Falcone e Borsellino, afferma Harcha, anni 17, proveniente dal Marocco, “Dal primo giorno che sono entrata in Italia, ho sentito la vostra storia. Io sono fiera di essere in un paese come questo dove suoi uomini sono così forti e ci difendono senza avere paura”; e Gabriel di 15 anni del Ghana: “Prima di conoscerli ero un bambino che si faceva calpestare facilmente invece dopo aver conosciuto la loro storia ho imparato che bisogna lottare per la propria libertà fino all’ultimo respiro di vita”.

Io non c’ero

Cosa sanno i giovani di Falcone e Borsellino

di Nicolò Mannino e Pino Nazio

Prefazione di Andrea Orlando

DiPietro Dragone

ECCO COSA PENSANO DI FALCONE E BORSELLINO I NOSTRI STUDENTI ITALIANI…

I nostri giovani sono svegli. attenti e puntano il dito verso una subcultura di morte.

Non ci stanno al gioco del  massacro e chiedono “Verità E Giustizia”.

Loro non erano nati e già diversi”UOMINI E DONNE  “davano la vita per la democrazia”.

Risvegliamo le coscienze sentendo cosa chiedono i nostri studenti e come è possibile cambiare le regole di un gioco spesso diabolico.

Questo testo ne raccoglie sogni e speranze e va indubbiamente condiviso con chi è coerentemente vero e non ha un prezzo nel mercato dell’usa e getta”.

Noi ci crediamo.

 

                          Prof. Nicolò Mannino

                                 Presidente
             “Parlamento della Legalità Internazionale”
DiPietro Dragone

Caro Giovanni, perdonaci…

Danneggiato il busto marmoreo del magistrato Giovanni Falcone. La notizia fa il giro del mondo non in ottanta giorni ma in poco meno di un secondo. Indignazione, rabbia, sgomento.

Dai “Palazzi” del potere sbucano commenti, la gente incredula si affida ai TG che sbattono sul video quella testa che sta tra le mani di chi vuole dire al mondo “Perché tutto questo? Perché questo scempio? Perché l’avete ancora ucciso dopo che diversi l’hanno fatto venticinque anni fa?”- La gente si indigna e non ci crede proprio. Urla vendetta e provvedimenti dimenticando quanto ci sta dietro il sipario della “teatralità”.

La mafia non si annienta con slogan e lunghe pagine di relazioni noiose e tristi proclamati nei convegno tra amici degli amici, non si frantuma con programmi e microfoni, assolutamente  no.

Oggi più che mai occorre unità, iniziare a fare sul serio senza avvelenare pure l’aria che si respira. La lotta alla violenza, alle mille sfaccettature di mafia deve essere un modo di essere , un impegno con la propria coscienza e verso il sangue versato dai nostri concittadini divenuti “eroi” per aver portato a termine fino alla fine la loro missione.

Quella testa di Giovanni staccata  e buttata a terra proprio davanti la scuola, continua a gridare “Verità e Giustizia”. Non vi è nessuna differenza tra chi ha messo il tritolo per uccidere il suo corpo e chi ha distrutto il busto staccando via la testa.

Siamo dinnanzi a criminali che fanno quel che vogliono e quando vogliono.

Credo che sia giunta l’ora di dar vita a una seria analisi e iniziare o continuare a credere che gli onesti esistono e i buoni ci cono. Si è vero, sono sfiduciati perché si accorgono che la corruzione, l ‘indifferenza, la logica mafiosa delle raccomandazioni dilaga sempre più… ma è pur vero che tanti bambini, tanti giovani, diversi adulti non hanno niente a che vedere con la logica di morte, con l’affarismo e la cattiveria , con l’arroganza e la vendetta.

Caro Giovanni, figlio di questa terra e di questa Patria che spesso litiga per poltrone assurde dimenticando chi giace per terra ed elemosina un pezzo di pane…

Caro Giovanni, figlio di questa Nazione dove ancora la logica del silenzio e delle raccomandazioni gratuite è pane quotidiano…

Caro Giovanni figlio di questa Palermo che si prepara a divenire città della Cultura mentre a te portano via la testa…

Caro Giovanni, Uomo libero e coerentemente vero, PERDONA questo gesto, ridacci quel coraggio che tante volte viene meno e anche se ci sei rimasto male ricorda che noi, quelli della ferialità e del giorno dopo la strage ti vogliamo un bene… da morire. Te lo diciamo col cuore in mano…

Credici….

I tuoi giovani, i tuoi amici del Parlamento della Legalità Internazionale.

                          Prof. Nicolò Mannino

                                 Presidente
             “Parlamento della Legalità Internazionale”
DiPietro Dragone

Potete distruggere la statua di Falcone, ma a noi rimane la Memoria!

Il Parlamento della Legalità Internazionale denuncia il grave crimine commesso contro la memoria del giudice Giovanni Falcone a pochi giorni dall’anniversario della strage di via d’Amelio avvenuta il 19 luglio 1992.

E’ stata vigliaccamente distrutta la statua di Giovanni Falcone che si trova davanti alla scuola Falcone-Borsellino di via Pensabene, nel quartiere Zen di Palermo. Alla statua è stata staccata la testa e un pezzo del busto usati poi come ariete per sfondare una vetrata di ingresso della scuola.

Nel 2010 era accaduto un fatto analogo: la mattina del 17 luglio una pattuglia di carabinieri avevano scoperto che le statue in gesso dei due giudici, posizionate 24 ore prima nel centro della città, in via Libertà, nei pressi del teatro Politeama, erano state danneggiate. E a poche ore dal ritrovamento, in varie parti della città erano stati strappati manifesti e locandine che pubblicizzavano la tradizionale fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino.

comunicato del PdLI per il vile gesto

In questo momento siamo idealmente al fianco della famiglia e di tutte le famiglie e i siciliani e gli italiani colpiti dalla violenza di queste belve che agiscono di nascosto, al buio, e sosteniamo il Presidente del Consiglio nel suo pensiero. Oltraggiare la memoria di Falcone è una misera esibizione di vigliaccheria.

Il nostro sostegno e la nostra solidarietà va interamente alla figura del giudice Falcone che con la sua vita ha dimostrato ai vigliacchi che hanno aggredito la sua statua, che non fanno più paura e che posso essere sconfitti!

Agli autori del gesto infame: pentitevi e abbiate il coraggio di essere veri uomini! Uomini come uomo era e sarà per sempre Giovanni Falcone (nonostante i vostri pietosi tentativi di cancellarne la memoria).

Quest’anno ricorrono i 25 anni dalle stragi in cui persero la vita i due magistrati simbolo della lotta a Cosa nostra: il 23 maggio ricorreva l’anniversario della strage di Capaci, in cui perse la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Noi non abbiamo paura! Potete abbattere tutte le statue che volete, siete solo ridicoli.

Noi abbiamo la  Memoria!

Pietro Dragone

DiPietro Dragone

Festa dell’Europa – Palermo 9 maggio 2017

Ecco il link al canale Youtube del PON Infrastrutture e Reti del MIT con il video e i ringraziamenti al Parlamento e ai ragazzi della scuola  IISS. F. Ferrara di Palermo dove ha sede il Parlamento della Legalità Internazionale e Multietnico.

Diversi studenti e studentesse intervistati da anni seguono , con impegno e zelo, un cammino culturale da noi proposto e da loro condiviso con entusiasmo e gioia. Diffondiamolo, facciamolo conoscere per dire che i nostri adolescenti e giovani sono persone meravigliose che se “per fortuna ” sul loro cammino incontrano “poche maschere e più volti e tanti cuori” la loro vita  sarà meravigliosa e stupenda e il loro presente sempre più ricco di esperienze al positivo.

I nostri giovani sono la sintesi di un processo educativo che i “grandi ” hanno loro dato: sentiteli parlare in questo video…sono veri, autentici e propositivi. Il Parlamento della Legalità Internazionale e anche Multietnico come lo è al “F.Ferrara ” di Palermo, vuole proporre percorsi culturali veri, aiutando il giovane a scoprirsi “unico / irripetibile / originale “- Noi stiamo solo ed esclusivamente facendo la nostra parte e ringraziamo il Ministero delle Infrastrutture di averci coinvolto in questa meravigliosa avventura culturale che non ha bisogno di commenti… dice tutto da sola perché dove ce preparazione, cultura, cuore e azione, tutto il resto non conta.

Nicolò Mannino
DiPietro Dragone

Fermiamo Erode! Salviamo Charlie! Appello del Parlamento della Legalità Internazionale a Papa Francesco e al Presidente della Repubblica

“Fermiamo Erode! Salviamo Charlie!”. Questo il grido di Nicolò Mannino, Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale, che comunica che una lettera d’appello dell’associazione antimafia per salvare la vita del piccolo Charlie Gard, sarà inviata a Papa Francesco e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Dopo il pronunciamento della Corte europea di Strasburgo, che ha in sostanza rimandato la palla alla sovranità del Paese d’origine della famiglia Gard, resta poco tempo prima che i medici procedano nel loro intento di lasciar morire a Charlie Gard.

Charlie Gard ha una malattia genetica rarissima, la sindrome da deplezione del dna mitocondriale. Solo 16 casi al mondo, tutti bambini, tutti, purtroppo, destinati a morire. Questa è una di quelle malattie che non lasciano scampo, solo, qualche volta, brandelli di speranza.

Ed è proprio questa piccola speranza, nell’offerta di cure estere al piccolo Charlie e nei fondi raccolti per la sua causa, che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha deciso di soffocare irrimediabilmente.

E’ inaccettabile che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che dovrebbe garantire il principale diritto dal quale scaturiscono tutti gli altri, decida di sopprimerlo, spegnendo così la speranza, seppur piccola, offerta dalla medicina.

“Da anni il Parlamento della Legalità Internazionale – dice il Presidente Mannino – si batte nei luoghi più oscuri e controversi per portare una fiammella di speranza e di vita nei cuori della gente. Ora invece, proprio da un ente che dovrebbe al primo posto far valere quei diritti del singolo alla vita, arriva uno schiaffo morale inaccettabile. Continueremo a stringerci attorno alla famiglia”.

Come anche il papa ha ricordato in questi giorni “difendere la vita umana, soprattutto quando é ferita dalla malattia, é un impegno d’amore che Dio affida ad ogni uomo”.

Non possiamo star fermi. Dobbiamo far sentire la nostra voce in questo mondo che mette la vita di un bambino sullo stesso piano della vita di un macchinario rotto. Chi non produce, o non può essere in grado di produrre ed è per la società solo un peso economico, viene rifiutato e costretto a “togliersi di mezzo”.

C’è un pericolo di morte seria celato dietro alla retorica eutanasica della “autodeterminazione”. Il caso del piccolo Charlie ci mostra quanto automaticamente dal “diritto a morire” si passi al dovere di morire (non vuole morire Charlie, non lo vogliono i genitori, non lo vogliono né parenti né amici, lo vuole lo Stato su richiesta dei medici).

“Questa concezione – diceva San Giovanni Paolo II nell’Enciclica Evangelium vitae –  fondata su gravi errori relativi alla natura stessa della persona e dei suoi diritti, è riuscita, avvalendosi delle regole maggioritarie, ad introdurre non di rado nell’ordinamento giuridico la legittimazione della soppressione del diritto alla vita di esseri umani innocenti”.

Siamo arrivati al termine della nostra cultura occidentale e umanitarista, così come era stata ideata dai nostri padri, dai padri fondatori dell’Unione Europea. Siamo al collasso del sistema valoriale sul quale tutta la struttura della nostra società si è tenuta salda negli ultimi secoli.

Possiamo fermare tutto questo, smettendo di stare in silenzio e alzando la voce!

Il Parlamento della Legalità Internazionale si è sempre battuto e continua a farlo da anni per il valore principe: la Vita. E ne celebra la sua bellezza in tutte le sue sfaccettature e forme, in tutte le sue dimensioni e colori, in tutte le sue diversità e bellezze. Non possiamo lasciare che al diritto alla vita di ogni essere umano si contrapponga una
concezione soggettivistica della libertà, svincolata dalla legge morale.

Pietro Dragone

 

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