|
E non più
macerie
se dentro di
noi scaviamo
per uscire
nuovi finalmente alla vita
la parte
dell'ombra sconfitta
da mani
scongiuri che si stringono
come fosse la
prima volta toccando ogni cosa
ed inventando
nomi con lo stupore
di un infanzia
che si apre al mondo
al vento
spargendo i semi del sogno
per gettare le
fondamenta di costruzioni future
che
smentiscano la gabbia che ci costringe
in calcoli
lunghi, in polvere, in orologi
Sbriciolata
sabbia
del tempo che
c'è dato
dove ognuno
guarda
obliquamente
all'altro
e distruzione
è la legge
frantume la
ragione
e odio il
risultato
Ecco il
compito che ci attende
Ciò che
renderà vero
quel che
viviamo
vivo ciò che
speriamo |