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Messaggio ai giovani del giudice
fondatore del pool Antimafia di Palermo.
Carissimi giovani, come forse
qualcuno di voi sa, nel 1983, allorché ero magistrato a Firenze, decisi
di andare a prendere il posto del Consigliere Istruttore presso il
Tribunale di Palermo, Rocco Chinnici, ucciso da quella terribile
associazione che si chiama "mafia". Ciò feci per una insopprimibile
esigenza interiore: quella di contribuire al riscatto della mia terra
natale. A Palermo costituii l'ormai famoso "Pool" antimafia, che svolse
un ruolo decisivo, da tutti riconosciuto, nella lotta contro il fenomeno
mafioso, in cui mi fu sempre vicino Nicolò Mannino.
In questo impegno un
insostituibile, prezioso sostegno mi venne da due grandi amici:
Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino. Penso che conosciate la loro storia e la sua tragica
conclusione nella primavera del 1992, quando quelle due inimitabili vite
furono soppresse dalla mafia. Dopo la loro morte cominciai ad incontrare
cittadini di ogni età in piazze/scuole, università e sale di tutta
Italia, per ricordare il sacrificio dei due amici e "far camminare le
idee" per cui essi si erano battuti.
Particolarmente emozionanti sono
stati, per quasi otto anni, i miei incontri con decine di studenti.
Abbiamo sempre parlato di legalità, di democrazia, di impegni civili e
sociali, di libertà: di quei valori - cioè - che devono sempre
accompagnare il cammino, la crescita dei giovani.
Sino a poco tempo fa ho conservato
tutte le lettere inviatemi da studenti ed insegnanti (una quantità
incredibile, di cui ho dovuto - ad un certo momento - disfarmi pur se
con grande tristezza).
Questo mio messaggio vuole essere
un invito alla speranza e alla fiducia, certo, ma anche all'impegno ed
alla lotta. Intendo dire che ognuno deve spendersi - ed anche rischiare
- in prima persona perché le giovani generazioni riescano a
riappropriarsi dell'avvenire, che è stato adesso rubato dalla
criminalità.
lo stesso dopo anni di lavoro credo
di conoscere bene i giovani di oggi i loro pensieri e le loro speranze,
ed anche le loro delusioni, spesso provocate dall'incomprensione,
dall'egoismo e dalla stoltezza degli adulti. Ed ho tanta fiducia in
loro, proprio perché so come pochi - quanto siano forti in loro le
spinte verso gli ideali per i quali vale la pena di vivere.
Cari giovani, oggi in questi
momenti di confusione ed incertezza, e più che mai necessario per voi
ancorarvi ai grandi valori, ai grandi principi: quali la legalità, linfa
vitale della democrazia e la solidarietà, intesa come amore verso il
prossimo ed in particolare, verso chi ha bisogno. Solo coniugando queste
due esigenze sarà possibile - a mio avviso - realizzare una vera
giustizia e creare un mondo migliore per tutti.
L'avvenire è nelle vostre mani.
Ricordatelo sempre! Sono veramente commosso della nomina a Presidente
onorario del "Parlamento della legalità". Sono riconoscente a voi
ragazzi... E penso che di lassù siano contenti anche Giovanni e Paolo.
Antonino Caponnetto
Firenze, 15-1-2001 |