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DiPietro Dragone

Doni da tutta Italia per la nuova sede del Parlamento della Legalità Internazionale a Monreale

Monreale – Da tutta Italia arrivano in queste ore una moltitudine di doni e lettere per la nuova sede del Parlamento della Legalità Internazionale a Monreale.

Nella foto, Helga Guardì, la moglie del vice Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale (PdLI) e figlia di Benedetto Guardì che ha donato all’associazione il suo locale sito nel corso principale di Monreale per insediarvi la sede di presidenza del PdLI che sarà inaugurata venerdì 22 Maggio alle ore 16.00, vigilia del venticinquesimo anniversario della strage di Capaci.

I disegni che Helga Guardì ha in mano arrivano da diversi istituti comprensivi del bergamasco.

Tra gli altri doni: una croce donata dall’Ambasciata della Misericordia e del Perdono di Massafra in Puglia; un tricolore donato dal Comune di Penne in Abruzzo dove è sita l’Ambasciata della Rinascita; una bandiera dell’Unione Europea che arriva da Verona in Veneto; e una foto di sua Santità Giovanni Paolo II al quale la sede sarà dedicata.

Tutto sarà benedetto da Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Michele Pennisi che oltre ad essere l’Arcivescovo di Monreale è anche la guida spirituale del Parlamento della Legalità Internazionale .

I protagonisti indiscussi della nuova sede di presidenza del PdLI saranno i bambini, gli adolescenti e i giovani che sotto gli esempi di legalità sorti proprio in questa terrà contribuiranno a formare la nuova Italia che già profuma di libertà e giustizia.

 

Pietro Dragone

DiPietro Dragone

GIOVANI DI TUTTO IL MONDO CONVOCATI DAL PARLAMENTO DELLA LEGALITA’ INTERNAZIONALE per dire NO alla mafia nel Giardino della Memoria

Un lungo applauso ha salutato l’arrivo dell’Arcivescovo di Monreale Mons. Michele Pennisi, guida spirituale del Parlamento della legalità Internazionale che ha abbracciato con paterno affetto  i giovani del Parlamento della Legalità Multietnico composta da giovani  alunni e alunne dell’I.I.S.S. “F.Ferrara ” di Palermo arrivati nel capoluogo siciliano da diverse parti del mondo.

Alziamo lo sguardo: già in lontananza si vede un fiume in piena di studenti dalle scuole di Monreale, dalla “Guglielmo II”, all'”Antonio Veneziano”, dagli studenti dell’I.C. di Pioppo a quell’ Ist. Compr. “Francesca Morvillo”, dagli alunni  dell’Istituto  Statale di Agriria S. Cipirello/San Giuseppe Jato sino a quelli  dell’Istituto Comprensivo “Luigi Pirandello” di Cerda che hanno animato la S. Messa e poi eseguito un piccolo ma significativo concerto.

In prima fila le autorità arrivate dalla Prefettura, dal Comando Regione dell’Esercito Regione Sicilia, dalla Questura di Palermo e dalla Compagnia dei Carabinieri di Monreale. E così un lungo applauso è stato indirizzato al Vice Prefetto Laura Franchina, al Tenente Colonnello dell’Esercito Tamburello in rappresentanza del Comando Militare Esercito Sicilia, al Sindaco di San Giuseppe Jato Davide Licari, al Colonnello dei Carabinieri  Pietro Sutera e al Capitano dei Carabinieri Guido Volpe, alla Polizia di Stato e a tutte le forze armate presenti.

A concelebrare con Mons. Michele Pennisi l’Arciprete di San Giuseppe Jato Don Filippo Lupo e l’Arciprete di  San Cipirello Don Giuseppe La Franca.

Dalla lontana Bergamo anche una delegazione di Studenti capitanata dalla Coordinatrice Culturale del Parlamento della Legalità Internazionale della Lombardia Patrizia Giaveri, con il primo cittadino del Comune di Romano di Lombardia Sebastian Nicoli.

Presenti intorno l’altare  l’Associazione Nazionale dei Carabinieri della Sezione di Monreale.

Parole forti, profetiche e chiare sono tuonate contro i carnefici della mafia che non hanno avuto paura e nessun rimorso di coscienza nell’uccidere, strozzare e sciogliere nell’acido il piccolo Giuseppe colpevole solo di essere figlio di Santino Di Matteo prima affiliato alla mafia e poi collaboratore di Giustizia. Tante volte l’omelia dell’Arcivescovo, ripresa pure da una TV tedesca è stata interrotta da applausi e consenso.

Nicolò Mannino e Salvatore Sardisco, rispettivamente presidente e vice presidente del Parlamento della Legalità Internazionale hanno dato il benvenuto a tutti e organizzato l’evento in modo professionale, semplice ma impeccabile.

Dopo la Celebrazione  Eucaristica Nicolò Mannino e Salvatore Sardisco hanno conferito a Mons. Michele Pennisi, proprio per le sue chiare e inequivocabili posizioni contro ogni forma di violenza e mafia, il premio memoria Giovanni Falcone 2017 pergamena controfirmata da Maria Falcone sorella del magistrato ucciso dalla mafia ben venticinque anni fa. “Accetto con affetto questo segno di riconoscimento – ha detto Mons. Michele Pennisi – ma io rispondo alla mia Chiamata di Pastore a servizio della Chiesa”.

A Mons. Pennisi anche una croce pettorale arrivata da Verona dove pochi giorni fa Nicolò Mannino ha insediato l’Ambasciata dell’Amore e che il prossimo quindici maggio troverà collocazione in una sezione di ospedale a Verona dove vi sono bambini malati di Leucemia e tumore. “Sono commosso ma felice perché qui ci sono i volti di tutto il mondo, e studenti di tutte le fedi – ha precisato Nicolò Mannino – qui ce un cuore solo che batte forte come quello di chi non si arrende e crede nella forza travolgente della vita. Qui vi è  oggi il richiamo alla coscienza di chi si è troppe volte macchiato di sangue innocente perché – ha detto Mannino – oggi Giuseppe siamo ciascuno di noi”.

Salvatore Sardisco, fiero di aver raccolto tanto consenso dal mondo scuola, specie da quello di Monreale, precisa”Questa giornata rimarrà nella storia perché ogni studente e studentessa non può che fotografare col cuore ciò che rende singolare un luogo che ieri ha visto morire un bambino e oggi tanti bambini, adolescenti e giovani cantano alla vita.

A fine celebrazione in corteo si va vicino al pozzo e si posa un mazzo di fiori,il quadro del sacro Cuore di Maria e di Gesù,  mentre in religioso silenzio il lettino arrugginito dal tempo dove il piccolo Giuseppe avrà riposato qualche minuto prima di morire, proprio quella brandina viene ricoperta da tanti angeli di carta. Ce chi porta via una lacrima, chi a stento trattiene il pianto. una foto rubata, una preghiera e un segno di croce… ce posto per tutto e tutti e solo qui in questo luogo si comprende l’orrore della mafia e dei suoi carnefici.

E’ vero… giornate come queste, curate magistralmente dal parlamento della legalità internazionale, rimangono e fanno la storia . Quella scritta con la volontà e il cuore dove i fatti convincono più delle parole.

Ciao Giuseppe, piccolo Angelo in Paradiso, anche noi stiamo dalla tua parte.

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