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DiPietro Dragone

“Cos’è la Mafia? Devo chiedere a papà…”

Martedì 18 luglio 2017 il nuovo libro su Falcone e Borsellino al Monterchi Festival

È questa la risposta di un bambino alla domanda del questionario sulla mafia cui hanno partecipato centinaia di ragazzi, da Palermo a Napoli, da Taranto a Bergamo.

La ricerca è riportata nel libro appena uscito dal titolo “Io non c’ero. Cosa sanno i giovani di Falcone e Borsellino”, firmato da Nicolò Mannino, presidente del Parlamento della Legalità Internazionale, e da Pino Nazio, giornalista Rai e scrittore, per le Edizioni Ponte Sisto di Roma. Il libro verrà presentato domani sera, 18 luglio, alle 19,30 a Monterchi, in provincia di Arezzo, e poi nel resto del Paese.

Tra le numerose iniziative editoriali in occasione dei 25 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, questa pubblicazione ha una particolarità: è rivolta ai giovani ed è fatta in parte da giovani. Molte sono le scuole che hanno deciso di adottare il libro come testo base per far conoscere la mafia.

Con l’introduzione del ministro della Giustizia Andrea Orlando, il libro si avvale di preziosi contributi, da quelli della giornalista Anna Germoni, a Giovanni Buttarelli che ha lavorato con Falcone al ministero di via Arenula, fino alla trascrizione del racconto del presidente del Senato Pietro Grasso sull’attentato a cui è scampato per un caso, subito dopo le stragi del ’92. Nel libro sono riportati gli appunti originali che Borsellino ha consegnato a Mannino nel corso di un incontro in una scuola di Palermo e, compaiono i verbali inediti del Consiglio Superiore della Magistratura desecretati in occasione dell’anniversario di Capaci.

“La ricerca – dice Pino Nazio – è basata su un questionario simile a un’altra indagine sociologica condotta 20 anni fa. All’epoca c’erano tra i giovani, soprattutto in Sicilia, quelli che avevano nei confronti dei mafiosi un sentimento di ammirazione, di rispetto. Oggi questo sentimento non c’è più. Se si escludono pochissimi casi, negli oltre 1.500 ragazzini intervistati è chiaro un senso di rifiuto della mafia e dell’omertà. Forse è cambiato il modo in cui le grandi agenzie formative descrivono il fenomeno mafioso, basti pensare alle polemiche degli anni passati su fiction come ‘Il Capo dei capi’.

La ricerca conferma – in una risposta a scelta multipla – che i ragazzini hanno sentito parlare di mafia soprattutto in tv (88%), poi a scuola (57%), attraverso Internet (42,7%), in famiglia (39,3%) e tra gli amici (23,3%)”.

Significativi alcuni pensieri dei giovanissimi presenti nel libro, c’è chi scrive che la mafia “È quella situazione violenta che si crea quando il popolo ha fame e non trova aiuto nello Stato”, chi, pessimisticamente, nota che “La mafia è tutto ciò che ci circonda”, oppure “Coloro che hanno pieno potere sugli altri”, ma anche “Un polipo i cui tentacoli si diffondono ovunque e arrivano in ogni ambito”. Marco, terza media, afferma che “Anche posteggiare in doppia fila, credendosi più furbi e ritenendo che tutto ci sia sempre dovuto, è un atto mafioso che rivela un atteggiamento di prepotenza e di superiorità rispetto agli altri ed anche rispetto alle leggi”; e Noemi dedica ai due magistrati un rap: “La mafia ferisce/Con una pistola ti colpisce,/hanno ucciso Falcone e Borsellino/con la precisione di un cecchino./I magistrati cercano di avvicinarsi alla verità/Con qualche paura e molte difficoltà/Tante volte in aria son saltati/Perché secondo la mafia andavano eliminati./Purtroppo la mafia è ancora a Palermo,/e possiamo eliminarla solo combattendo”.

Da Bagheria Riccardo, tredici anni, ”La mafia non sente, non parla, non vede; noi giovani, invece, vogliamo sentire, parlare e vedere perché vogliamo essere liberi”; Sabrina, di un anno più grande, ”Adesso ho capito che i veri eroi non salvano principesse dal drago o indossano una calzamaglia. I veri eroi siete voi!”. Anche i nuovi italiani conosco Falcone e Borsellino, afferma Harcha, anni 17, proveniente dal Marocco, “Dal primo giorno che sono entrata in Italia, ho sentito la vostra storia. Io sono fiera di essere in un paese come questo dove suoi uomini sono così forti e ci difendono senza avere paura”; e Gabriel di 15 anni del Ghana: “Prima di conoscerli ero un bambino che si faceva calpestare facilmente invece dopo aver conosciuto la loro storia ho imparato che bisogna lottare per la propria libertà fino all’ultimo respiro di vita”.

Io non c’ero

Cosa sanno i giovani di Falcone e Borsellino

di Nicolò Mannino e Pino Nazio

Prefazione di Andrea Orlando

DiPietro Dragone

Caro Giovanni, perdonaci…

Danneggiato il busto marmoreo del magistrato Giovanni Falcone. La notizia fa il giro del mondo non in ottanta giorni ma in poco meno di un secondo. Indignazione, rabbia, sgomento.

Dai “Palazzi” del potere sbucano commenti, la gente incredula si affida ai TG che sbattono sul video quella testa che sta tra le mani di chi vuole dire al mondo “Perché tutto questo? Perché questo scempio? Perché l’avete ancora ucciso dopo che diversi l’hanno fatto venticinque anni fa?”- La gente si indigna e non ci crede proprio. Urla vendetta e provvedimenti dimenticando quanto ci sta dietro il sipario della “teatralità”.

La mafia non si annienta con slogan e lunghe pagine di relazioni noiose e tristi proclamati nei convegno tra amici degli amici, non si frantuma con programmi e microfoni, assolutamente  no.

Oggi più che mai occorre unità, iniziare a fare sul serio senza avvelenare pure l’aria che si respira. La lotta alla violenza, alle mille sfaccettature di mafia deve essere un modo di essere , un impegno con la propria coscienza e verso il sangue versato dai nostri concittadini divenuti “eroi” per aver portato a termine fino alla fine la loro missione.

Quella testa di Giovanni staccata  e buttata a terra proprio davanti la scuola, continua a gridare “Verità e Giustizia”. Non vi è nessuna differenza tra chi ha messo il tritolo per uccidere il suo corpo e chi ha distrutto il busto staccando via la testa.

Siamo dinnanzi a criminali che fanno quel che vogliono e quando vogliono.

Credo che sia giunta l’ora di dar vita a una seria analisi e iniziare o continuare a credere che gli onesti esistono e i buoni ci cono. Si è vero, sono sfiduciati perché si accorgono che la corruzione, l ‘indifferenza, la logica mafiosa delle raccomandazioni dilaga sempre più… ma è pur vero che tanti bambini, tanti giovani, diversi adulti non hanno niente a che vedere con la logica di morte, con l’affarismo e la cattiveria , con l’arroganza e la vendetta.

Caro Giovanni, figlio di questa terra e di questa Patria che spesso litiga per poltrone assurde dimenticando chi giace per terra ed elemosina un pezzo di pane…

Caro Giovanni, figlio di questa Nazione dove ancora la logica del silenzio e delle raccomandazioni gratuite è pane quotidiano…

Caro Giovanni figlio di questa Palermo che si prepara a divenire città della Cultura mentre a te portano via la testa…

Caro Giovanni, Uomo libero e coerentemente vero, PERDONA questo gesto, ridacci quel coraggio che tante volte viene meno e anche se ci sei rimasto male ricorda che noi, quelli della ferialità e del giorno dopo la strage ti vogliamo un bene… da morire. Te lo diciamo col cuore in mano…

Credici….

I tuoi giovani, i tuoi amici del Parlamento della Legalità Internazionale.

                          Prof. Nicolò Mannino

                                 Presidente
             “Parlamento della Legalità Internazionale”
DiPietro Dragone

Potete distruggere la statua di Falcone, ma a noi rimane la Memoria!

Il Parlamento della Legalità Internazionale denuncia il grave crimine commesso contro la memoria del giudice Giovanni Falcone a pochi giorni dall’anniversario della strage di via d’Amelio avvenuta il 19 luglio 1992.

E’ stata vigliaccamente distrutta la statua di Giovanni Falcone che si trova davanti alla scuola Falcone-Borsellino di via Pensabene, nel quartiere Zen di Palermo. Alla statua è stata staccata la testa e un pezzo del busto usati poi come ariete per sfondare una vetrata di ingresso della scuola.

Nel 2010 era accaduto un fatto analogo: la mattina del 17 luglio una pattuglia di carabinieri avevano scoperto che le statue in gesso dei due giudici, posizionate 24 ore prima nel centro della città, in via Libertà, nei pressi del teatro Politeama, erano state danneggiate. E a poche ore dal ritrovamento, in varie parti della città erano stati strappati manifesti e locandine che pubblicizzavano la tradizionale fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino.

comunicato del PdLI per il vile gesto

In questo momento siamo idealmente al fianco della famiglia e di tutte le famiglie e i siciliani e gli italiani colpiti dalla violenza di queste belve che agiscono di nascosto, al buio, e sosteniamo il Presidente del Consiglio nel suo pensiero. Oltraggiare la memoria di Falcone è una misera esibizione di vigliaccheria.

Il nostro sostegno e la nostra solidarietà va interamente alla figura del giudice Falcone che con la sua vita ha dimostrato ai vigliacchi che hanno aggredito la sua statua, che non fanno più paura e che posso essere sconfitti!

Agli autori del gesto infame: pentitevi e abbiate il coraggio di essere veri uomini! Uomini come uomo era e sarà per sempre Giovanni Falcone (nonostante i vostri pietosi tentativi di cancellarne la memoria).

Quest’anno ricorrono i 25 anni dalle stragi in cui persero la vita i due magistrati simbolo della lotta a Cosa nostra: il 23 maggio ricorreva l’anniversario della strage di Capaci, in cui perse la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Noi non abbiamo paura! Potete abbattere tutte le statue che volete, siete solo ridicoli.

Noi abbiamo la  Memoria!

Pietro Dragone

DiPietro Dragone

A Cerda, cittadinanza onoraria per Nicolò Mannino e Salvatore Sardisco

Il prossimo 5 luglio, Nicolò Mannino e Salvo Sardisco, rispettivamente presidente e vice presidente del Parlamento della Legalità Internazionale, riceveranno a Cerda (PA) la cittadinanza onoraria.

“Ricevere questa cittadinanza onoraria – dice il Presidente Mannino – mi commuove, e incoraggia il cammino culturale intrapreso avendo dato vita come ben sai al Parlamento della Legalità Internazionale.

Il sindaco Giuseppe Ognibene ha sempre partecipato in prima persona ai tanti appuntamenti culturali organizzati dal Parlamento della Legalità Internazionale ed oggi, dopo anni di dialogo culturale e dopo aver vissuto tante iniziative belle ed entusiasmanti con i bambini, gli adolescenti, le famiglie e i docenti del Comune di Cerda, ha deliberato il conferimento della Cittadinanza Onoraria, che, sia il “prof. antimafia” che il vice presidente Salvatore Sardisco, riceveranno il prossimo 5 luglio 2017.

La manifestazione partirà dalle ore 18.00 nella splendida cornice della Villa Comunale di Cerda (dedicata a tutte le vittime della violenza dove si trova il monumento dei caduti) durante il concerto musicale dei bambini e degli adolescenti dell’Istituto Comprensivo di Cerda.

Per Mannino si tratta della diciannovesima onorificenza, mentre per Sardisco, della quarta.

“Sarà un momento di commozione e di incoraggiamento sia per me – prosegue il prof. antimafia –  che per Salvatore Sardisco che da ben sei anni condivide al mio fianco una vera “Missione” che ci vede in giro per l’Italia nel ricordo di chi ha pagato sol sangue un impegno per la democrazia e la giustizia”.

Tante le attestazioni di affetto per Mannino e Sardisco e tante le novità che, insieme alla prossima uscita di un libro del prof. Mannino, stanno per arrivare. Segno che il Parlamento della Legalità continua il suo percorso con successo riuscendo a coltivare semi di speranza.

Ai due neo concittadini del Comune di Cerda va la stima e l’ammirazione che ogni cittadino semplice e pulito deve a chi, come Nicolò Mannino e Salvatore Sardisco, ogni giorno si mette in gioco perché il presente e il futuro di tanti adolescenti e giovani sia a colori e ricco di speranza.

Pietro Dragone

DiPietro Dragone

FSI USAE e PdLI insieme. Artefici e protagonisti di un presente di sviluppo

Roma, Giovedi 22 giugno 2017 –  Presso l’istituto sant’Orsola, il Segretario Generale FSI USAE – Unioni Sindacati Autonomi Europei -, Adamo Bonazzi siglerà il protocollo d’intesa culturale con il prof. Nicolò Mannino, Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale.

Un dialogo aperto e costruttivo che arricchirà le dinamiche esperienziali e culturali di ogni singolo individuo e insieme divenire “sentinelle di un’alba nuova”.

Il Vice Presidente PdLI Salvatore Sardisco con il Segretario generale FSI -USAE, Adamo Bonazzi accompagnato da Raffaele Pinto, Presidente dell’Associazione nazionale informatici pubblici e aziendali

L’obiettivo è creare un canale comunicativo con il mondo del lavoro affinché chiunque possa cooperare per divenire artefice e protagonista di un presente di sviluppo.

Il protocollo d’intesa tra il Parlamento della Legalità Internazionale e il sindacato FSI USAE, mira a valorizzare l’importanza del lavoro come strumento fondamentale e imprescindibile di crescita-costruzione personale e sociale, che rende l’uomo libero dalla cultura dell’illegalità e dalla falsa illusione di poter avere per “favore” quanto invece spetta di diritto.

Il lavoro costituisce un elemento essenziale per acquisire dignità e progettualità rispetto alle proprie scelte di vita che altrimenti possono risultare difficilmente realizzabili. La sua assenza dirotta noi tutti in un clima di totale pessimismo, dove la frustrazione di non veder realizzati i propri sogni, anche quelli più semplici come costruirsi una famiglia o acquistare una casa, diventa un elemento di coesistenza perenne.

Il prof. Nicolò Mannino, Presidente del PdLI

In questi anni tanti studenti, uomini di ogni settore politico culturale, esponenti del mondo ecclesiale ed istituzionale, magistrati e ministri hanno contribuito positivamente alla crescita e alla conoscenza dell’operato del Parlamento della Legalità Internazionale; la sinergia con un sindacato di valenza europea accrescerà il peso della sua azione, donando contestualmente a FSI USAE nuovo spessore e permettendogli l’acquisizione di più ampie competenze.

Le future iniziative che saranno concordate ed agite in nome di questa nuova partnership, rifletteranno il comune impegno verso il raggiungimento di quei valori di Pace, Solidarietà, Fraternità e Giustizia che, quale mission di entrambi, potranno sostenere il nostro Paese nell’arduo cammino di rinnovamento e ricostruzione.

DiPietro Dragone

Il Ministro Orlando sigla la prefazione al libro “Io non c’ero…” di Mannino – Nazio

Il libro scritto a quattro mani dal prof. Mannino, Presidente del Parlamento della legalità Internazionale e dal giornalista Rai, dott. Pino Nazio avrà ad apertura l’importante contributo del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

“Cosa sanno i giovanissimi di Falcone e Borsellino? Porci la domanda del libro di Nicolò Mannino e Pino Nazio è il modo migliore per corrispondere all’affermazione per cui il peggior nemico della mafia è la scuola. Per essere realmente alla sua altezza.”

Queste le parole ad apertura della prefazione del Ministro della Giustizia che sottolinea l’importanza dell’azione sociale portata avanti dalla scuola nella lotta alle mafie.

Il titolo, “Io non c’ero… Cosa sanno i giovani di Falcone e Borsellino? Un viaggio tra passato e futuro a venticinque anni da Capaci e via D’Amelio”, è identificativo del percorso narrativo seguito dagli autori.

da sinistra: il prof. Mannino, il giornalista Nazio

Non è la prima volta che il prof. Nicolò Mannino, palermitano, impegnato da oltre venticinque anni nella lotta alla mafia in Sicilia e in Italia, scrive di e contro la mafia. Giovane chi seiSe potessi scriverei un silenzio e Quello che i mafiosi non sanno sono i primi tre libri del “prof. antimafia” com’è conosciuto nella maggior parte delle scuole di Sicilia, che fin dal 1985 collaborando nelle scuole con il giudice Paolo Borsellino ha riposto il suo impegno civile  nella speranza di un’Italia libera e coraggiosa, schierata contro la mafia e la “cultura” mafiosa.

Insieme a lui, questa volta, c’è il giornalista Pino Nazio, con alle spalle tredici anni di collaborazione con il noto programma televisivo Chi l’ha visto? e numerosissime pubblicazioni alle spalle nell’ambito della ricerca sociologica criminale. Il bambino che sognava i cavalli. 779 giorni ostaggio dei corleonesi rappresenta uno dei suoi capolavori ed è indirizzato verso la narrazione della prigionia del piccolo Giuseppe di Matteo, vittima innocente di Cosa nostra.

Un importate contributo all’opera, quello del vice Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale, Salvatore Sardisco, che ha contribuito alla creazione della sezione conoscitiva di quelle che sono le finalità e gli scopi dell’associazione antimafia.

Il libro, che uscirà nel venticinquesimo anniversario della strage di via D’Amelio, è anche frutto del lavoro  delle scuole che in tutta Italia hanno aderito al progetto per raccogliere informazioni sul campo e documentare effettivamente cosa sanno i giovani di Falcone e Borsellino.

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando

E su questo punto rimane fermo anche l’intervento del Ministro della Giustizia Orlando che invita i giovani al dovere morale della ricerca della verità e della lotta contro il sistema di pensiero mafioso.

“I giovanissimi – dice Orlando – devono sapere che la mafia non è un destino ineluttabile né un dato immodificabile. Devono sapere che la mafia non ha vinto, che lo Stato ha saputo difendersi, grazie al sacrificio di tanti, e continua a difendersi, grazie al lavoro dei magistrati e delle forze dell’ordine. Ma la mafia non ha nemmeno perso. Per questo occorre rilanciare un’antimafia sociale, capace di parlare alle nuove generazioni e in grado di guardare alle trasformazioni del fenomeno mafioso, al carattere proteiforme delle mafie economiche, all’incunearsi della mafia nei punti di vulnerabilità del sistema. Questo è un compito istituzionale e culturale che oggi cerchiamo di portare avanti con gli Stati generali dell’Antimafia.”

Pietro Dragone

DiPietro Dragone

FSI -USAE e Associazione nazionale informatici pubblici e aziendali: costruire un futuro di Legalità con il Parlamento della Legalità Internazionale

Accolti oggi dal vice Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale(PdLI), Salvatore Sardisco il Segretario generale FSI -USAE, Adamo Bonazzi accompagnato da Raffaele Pinto, Presidente dell’Associazione nazionale informatici pubblici e aziendali in visita alla sede di presidenza di Monreale.

La legalità si persegue un passo alla volta, giorno dopo giorno, con le piccole cose che messe insieme formano una grande comunità ha dichiarato Adamo Bonazzi subito seguito da Raffaele Pinto che ha espresso piena stima e solidarietà agli obiettivi dell’associazione del prof. Mannino.

I due si sono detti onorati di essersi messi in cammino con il Parlamento della Legalità Internazionale del quale sono divenuti amici e fratelli di ideali.

Una collaborazione, quindi, quella tra il PdLI e il Segretario generale FSI -USAE insieme al Presidente dell’Associazione nazionale informatici pubblici e aziendali, che si delinea prolifica di eventi e ricca di obiettivi da raggiungere insieme per contribuire allo sviluppo della società, passo dopo passo.

Pietro Dragone

DiPietro Dragone

Un tricolore dalle zone terremotate, dono per la sede di Presidenza del Parlamento della Legalità Internazionale

Il primo pensiero del vice Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale, Salvatore Sardisco, al rientro dall’esperienza a Montecitorio è stato quello di issare all’esterno della sede di Presidenza di Monreale, un tricolore donato dalle popolazioni terremotate del centro italia.

Il tricolore che sventola nella sede di presidenza del Parlamento della Legalità Internazionale arriva dalla regione vittima del terremoto, l’abruzzo e vuole  essere un segno di affetto e vicinanza verso chi opera a favore della vita.

A consegnarlo nella splendida sala della regina a Montecitorio il presidente dell’ associazione “Cuore Nazionale Abruzzo  Francesco Longobardi”.

“Un gesto simile.ci incoraggia e ci commuove – dice Nicolo Mannino – perché essere italiani vuol dire unire intenzioni e ideali e lavorare insieme anche condividendo segni forti che si commentano da soli”.

In Abruzzo intanto il Parlamento della Legalità Internazionale ha insediato l'”Ambasciata della Rinascita” nel palazzetto dello sport di Penne dove sono stati coordinati gli aiuti e i soccorsi subito dopo il terremoto.

Pietro Dragone

DiPietro Dragone

Eletta la piccola ambasciatrice della Fratellanza dell’I.C.S. “Renato Guttuso” di Palermo

Venticinque anni fa Paolo Borsellino diceva che “questa terra (la Sicilia) sarebbe diventata un posto bellissimo”.

Il Parlamento della Legalità Internazionale da voce alla bellezza partendo proprio dai più piccoli, dai ragazzi delle scuole. Dalla scuola elementare fino ai licei e istituti superiori, la scuole è palestra di vita. Tappa fondamentale di ogni giovane chiamato ad operare nel sociale in un futuro quasi presente.

E insediando oggi l'”Ambasciata della Fratellanza” presso l’I.C.S. “Renato Guttuso” di Palermo, il dirigente scolastico Anna Maria Pioppo corona cosi un anno di attiva ed entusiasmante collaborazione con lo staff di presidenza del Parlamento della Legalità Internazionale.

Momenti culturali ricchi di tanto lavoro vissuto con circa 700 studenti che hanno riflettuto di questo valore della fratellanza con lo sguardo rivolto ai due fraterni amici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Il progetto del Parlamento della Legalità Internazionale è proprio quello di agire nelle scuole e a supporto delle scuole per trasmettere ai più piccoli la bellezza della vita e dell’amore alla legalità.

Dolo così – sottolinea il prof. Mannino – potremo costruire una società più giusta basata su solide fondamenta che sono questi nostri fratelli più piccoli. Ed è per questo motivo che gli ambasciatori del Parlamento della Legalità Internazionale sono solo ed esclusivamente dei giovani e bambini. Perché la loro purezza non possa mai essere intaccate da logiche affaristiche e interessate e possano sempre collaborare con i loro compagni in maniera serena e pacifica per costruire un futuro a colori in un mondo che rischia di ingrigirsi.

Pietro Dragone

DiPietro Dragone

A Palermo nasce l'”Ambasciata della Fratellanza”

Sta per insediarsi presso l’I.C.S. “Renato Guttuso” di Palermo l'”Ambasciata della Fratellanza”.

Il dirigente scolastico Anna Maria Pioppo corona cosi un anno di attiva ed entusiasmante collaborazione con lo staff di presidenza del Parlamento della Legalità Internazionale.

Momenti culturali ricchi di tanto lavoro vissuto con circa 700 studenti che hanno riflettuto di questo valore della fratellanza con lo sguardo rivolto ai due fraterni amici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Il Dirigente scolastico Anna Maria Pioppo ha subito sottolineato la “gratitudine nei confronti del Presidente del Parlamento della Legalità Nicolò Mannino per la grande utilità del servizio che questa Ambasciata porterà nella scuola e ai ragazzi. La scuola ha il dovere di combattere contro le infiltrazioni di mafia al suo interno tra gli adolescenti e i ragazzi. E in una scuola di Palermo ad alto rischio come la nostra – a dichiarato la preside – l’azione sociale per una legalità attiva è fondamentale e può davvero salvare la vita.”

“Un grazie soprattutto alla risposta positiva (quasi frizzante) e alla dedizione degli insegnanti che con forza hanno sostenuto e appoggiato questa iniziativa per dare un segnale forte e di speranza a tanti ragazzi che meritano un presente più sicuro e lontano da ogni compromesso di sorta”.

Questo il messaggio di Speranza del prof. Mannino accolto dal “Guttuso” di Palermo, che il fresco profumo di libertà si contrapponga al puzzo del compromesso, così come insieme a lui era solito dire anche Paolo Borsellino.

Pietro Dragone

 

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