Noi giovani siamo il volto vero della speranza

Far parte del Parlamento della Legalità Internazionale e Multietnico non è solo un titolo, ma una scelta di campo. È decidere, ogni giorno, da che parte stare. Per questo l’evento in cui sono stato nominato ambasciatore della cultura è stato per me un momento di profonda emozione e consapevolezza.

Sotto la guida del presidente nonché mio grande amico e Professore Nicolò Mannino e del vicepresidente Salvo Sardisco, il Parlamento della Legalità rappresenta una voce che non urla, ma resiste. Una voce che parla di giustizia, memoria e impegno concreto, soprattutto per noi giovani.

Ciò che ha reso questa giornata impossibile da dimenticare è stata la presenza delle madri dei sei ragazzi uccisi a Palermo e provincia. Donne che portano addosso un dolore immenso, ma che hanno scelto di trasformarlo in testimonianza. I loro sguardi, le loro parole, il loro silenzio parlavano più di qualsiasi discorso.

In quel momento ho capito che essere ambasciatore della cultura significa non voltarsi dall’altra parte. Significa custodire la memoria, dare voce a chi non può più parlare e trasformare il dolore in educazione, rispetto e legalità. Non è un onore da esibire, ma una responsabilità da vivere.

Torno da questa esperienza con gratitudine, ma soprattutto con un dovere in più: continuare a credere che la cultura, se condivisa e difesa, possa davvero cambiare le cose. Anche quando nasce dalle ferite più profonde.

Francesco Paolo Vitale

 

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