“Nessuno calpesti i nostri sogni”: il Papa benedice il cammino del Parlamento della Legalità Internazionale
Il Parlamento della Legalità Internazionale ha ricevuto negli ultimi giorni una lettera di saluto e di benedizione da parte del Santo Padre e della Segreteria di Stato Vaticana. Un gesto che assume un significato profondo per un movimento che, da anni, cammina accanto ai giovani promuovendo cultura della pace, legalità e responsabilità civile.
L’origine di questo segno di attenzione risale allo scorso settembre, quando il Presidente Nicolò Mannino, anche nella sua qualità di Interlocutore Referente della Pontificia Accademia di Teologia, ha preso parte a un’udienza del Papa dedicata proprio alle figure dell’Accademia. In quell’occasione ha consegnato al Pontefice due copie del volume “Nessuno calpesti i nostri sogni”, da lui curato insieme a Don Vito Impellizzeri, Preside della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia, e a Monsignor Antonio Staglianò, Preside della Pontificia Accademia di Teologia – Città del Vaticano.
Il testo raccoglie le testimonianze di giovani studenti e professionisti che hanno partecipato al seminario di studi svoltosi presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista”, dal titolo Beati gli operatori di pace: da Don Tonino Bello a Luca Attanasio. Un percorso che ha intrecciato riflessione teologica, impegno civile e testimonianza concreta, offrendo ai giovani modelli credibili di dedizione al bene comune.
Insieme a quel volume, il Presidente Mannino ha consegnato anche il libro “Profeticamente Scomodi”, dedicato alla figura di Don Tonino Bello, sempre da lui curato, oltre a lettere scritte da giovani e studenti sui temi della pace, della fratellanza e della solidarietà. Parole autentiche, cariche di speranza e di inquietudine, che raccontano il grido di una generazione che chiede un futuro libero dalla violenza e dall’indifferenza. È stata inoltre presentata la documentazione delle attività del Parlamento della Legalità Internazionale, quale segno concreto di un impegno educativo radicato nei territori e nelle istituzioni.
La recente lettera giunta dal Pontefice richiama con forza la responsabilità comune davanti alla storia. Il mondo – si sottolinea – ha sete di pace e necessita di un’autentica stagione di riconciliazione, capace di porre fine alla prevaricazione, all’esibizione della forza e all’indifferenza verso il diritto. Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, distruzioni ed esuli. Parole che risuonano come un appello morale e spirituale, rivolto in particolare alle giovani generazioni.
Nel solco di questo messaggio, il Parlamento della Legalità Internazionale rinnova il proprio impegno. «Accogliamo questa benedizione – ha dichiarato Nicolò Mannino – come una responsabilità ancora più grande. I giovani non chiedono slogan, ma credibilità. Consegnare al Santo Padre le loro parole è stato un gesto simbolico ma profondamente reale: significa dire che nessuno deve calpestare i loro sogni. Oggi più che mai siamo chiamati a costruire ponti, a educare alla giustizia, a testimoniare che la pace è possibile».
Mannino ha inoltre sottolineato come la preghiera rappresenti una forza autentica di riconciliazione: «Non è evasione dalla storia, ma immersione consapevole nella responsabilità. Insieme possiamo manifestare non solo una ferma volontà di pace, ma la convinzione che la pace nasce da coscienze formate, da relazioni giuste e da una fede che si traduce in opere».
La benedizione del Papa si inserisce così in un cammino che unisce formazione culturale, radicamento evangelico e impegno istituzionale. Un cammino che continua, con la consapevolezza che educare alla pace significa dare voce ai giovani, custodire i loro sogni e trasformarli in progetto condiviso di umanità.
Di Leonardo Lamberto Scaglione