Ci sono luoghi nei quali le parole assumono un peso diverso. E ci sono domande che, proprio in quei luoghi, chiedono di essere poste con maggiore coraggio.
Giovedì 26 novembre 2026, dalle ore 15.00 alle 18.30, il Parlamento della Legalità Internazionale riunirà istituzioni, mondo della cultura e soprattutto centinaia di giovani nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, in via di Campo Marzio 78 a Roma, per un nuovo grande incontro culturale nazionale.
Il titolo scelto racchiude già la profondità della sfida:
«Alle radici dei principi costituzionali. La legge morale tra coscienza individuale e responsabilità collettiva».
Un tema che non vuole rimanere confinato alla riflessione teorica, ma entra direttamente dentro una delle questioni decisive del nostro tempo: su quali valori possiamo ancora costruire una comunità?
Dietro le norme, le istituzioni e le grandi affermazioni di principio esiste infatti una dimensione che riguarda ciascuno personalmente. È quella della coscienza, della responsabilità, della capacità di distinguere ciò che è semplicemente possibile da ciò che è giusto; ciò che risponde a un interesse individuale da ciò che contribuisce anche al bene della comunità.
Ed è proprio dal dialogo tra queste dimensioni che prenderà forma il pomeriggio di Montecitorio.
L’incontro vuole interrogarsi sulle radici profonde dei principi costituzionali e sulla possibilità di riconoscere, in una società sempre più complessa e plurale, un patrimonio di valori realmente condiviso, capace di custodire la dignità della persona, la giustizia, la libertà e il bene comune.
Non una lezione impartita dall’alto, dunque, ma un confronto tra esperienze e generazioni.
Accanto ad autorevoli rappresentanti delle istituzioni civili, militari ed ecclesiastiche che negli anni hanno accompagnato il cammino culturale del Parlamento della Legalità Internazionale, i veri protagonisti saranno infatti ancora una volta i giovani.
Centinaia di ragazze e ragazzi provenienti dalle scuole di tutta Italia e non solo sono attesi a Roma per ascoltare, interrogarsi, incontrare testimonianze credibili e portare dentro una delle sedi simbolicamente più significative della vita democratica italiana le domande della propria generazione.
Per il Parlamento della Legalità Internazionale è questo il significato più profondo dell’appuntamento: la legalità non può ridursi a una parola da celebrare nelle occasioni ufficiali. Deve diventare cultura vissuta, esercizio della responsabilità personale, capacità di scegliere consapevolmente e di comprendere che ogni diritto trova la propria forza anche nella responsabilità verso l’altro.
Il programma, ancora in via di definizione nei suoi ulteriori dettagli, prevede inoltre tre momenti di particolare rilievo.
Sarà presentato il Premio Internazionale «Verità e Giustizia», dedicato alla memoria dell’Ambasciatore Luca Attanasio, figura alla quale il Parlamento della Legalità Internazionale continua a legare un messaggio di servizio, dialogo e responsabilità.
Troverà poi spazio la presentazione completa del progetto formativo e culturale internazionale «Il Ramoscello d’Oro», nato per dare voce e riconoscimento ai giovani tra i 14 e i 30 anni capaci di distinguersi attraverso il proprio percorso di studio, di formazione, di lavoro e di impegno nella società. Dopo l’anteprima presentata durante il X Convegno Nazionale di Assisi e Nocera Umbra, Montecitorio rappresenterà una nuova e fondamentale tappa del progetto.
Nel corso del pomeriggio sarà infine presentato anche il nuovo libro del presidente del Parlamento della Legalità Internazionale Nicolò Mannino, dal titolo «Non basta dire basta. Tienici stretti a guardare le stelle».
Tre percorsi differenti, dunque, ma legati da un unico filo: educare alla responsabilità senza spegnere la speranza.
Perché parlare delle radici dei principi costituzionali significa anche domandarsi quale società desideriamo consegnare a chi oggi entra nell’età adulta. E significa chiedere alle nuove generazioni non soltanto di conoscere la Costituzione, ma di comprenderne la promessa: una comunità nella quale libertà e responsabilità, diritti e doveri, coscienza individuale e bene collettivo possano continuare a parlarsi.
La scelta di Montecitorio assume per questo un valore che va oltre la prestigiosa cornice istituzionale.
Portare i giovani nel cuore della democrazia significa dire loro che quel luogo li riguarda. Che le istituzioni non sono qualcosa di distante. Che la Repubblica appartiene anche a loro e che il suo futuro dipenderà dalle scelte, grandi e piccole, che saranno capaci di compiere.
Il 26 novembre il Parlamento della Legalità Internazionale vuole dunque riunire persone, esperienze e generazioni attorno a una convinzione semplice e insieme esigente: i principi più alti rimangono incompiuti se non diventano comportamenti.
La legalità, prima ancora di essere proclamata, deve essere scelta.
La giustizia, prima ancora di essere invocata, deve essere cercata.
E la responsabilità collettiva nasce sempre, inevitabilmente, dalla coscienza di ciascuno di noi.
Da Montecitorio, il 26 novembre, ripartirà proprio da qui un nuovo messaggio alle giovani generazioni: conoscere le proprie radici per avere il coraggio di costruire il futuro.


