La Sala della Carrozza gremita di studenti, amministratori e rappresentanti della società civile. Il sindaco Roberto Lagalla consegna la medaglia di rappresentanza della Città. Nel 36° anniversario dell’uccisione di Rosario Livatino, al centro dell’incontro il valore di una “legalità credibile”.
Palermo – Una grande partecipazione, soprattutto giovanile, ha caratterizzato la celebrazione del venticinquesimo anniversario del Parlamento della Legalità Internazionale, svoltasi il 21 settembre a Villa Niscemi, sede di rappresentanza del Comune di Palermo.
L’incontro era stato inizialmente programmato nella Sala degli Specchi, come indicato nell’invito ufficiale, ma l’elevato numero delle adesioni ha indotto il cerimoniale a trasferire la manifestazione nella più capiente Sala della Carrozza.
Una scelta che ha consentito di accogliere una platea composta da studenti, amministratori locali, dirigenti scolastici, rappresentanti delle Forze dell’ordine, del volontariato e della società civile.
A colpire soprattutto la presenza dei ragazzi.
Molti sono arrivati a Villa Niscemi direttamente dagli istituti scolastici, portando ancora con sé gli zaini utilizzati durante le lezioni del mattino. Un particolare semplice, ma divenuto nel corso della giornata uno dei simboli più efficaci del rapporto costruito in venticinque anni dal Parlamento della Legalità Internazionale con le nuove generazioni.
La data scelta per l’incontro coincideva inoltre con una delle ricorrenze più significative della storia siciliana recente: il 36° anniversario dell’uccisione di Rosario Livatino, assassinato il 21 settembre 1990 mentre si recava al lavoro.
Da qui il richiamo ripetuto nel corso della cerimonia al valore della credibilità: una legalità che non rimanga soltanto enunciata, ma trovi espressione concreta nei comportamenti, nell’impegno civile e nel rispetto delle istituzioni.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Parlamento della Legalità Internazionale Nicolò Mannino, affiancato dal vicepresidente Salvatore Sardisco. Le rispettive cariche risultano indicate nello staff ufficiale dell’organizzazione.
Mannino ha richiamato in particolare l’immagine dei giovani arrivati dalla scuola con i loro zaini, indicando proprio in quella partecipazione spontanea uno dei risultati più significativi del cammino svolto in questi venticinque anni.
Tra loro anche i componenti del Parlamento della Legalità Internazionale Multietnico. Il giovane Christian, originario del Ghana, ha raccontato la propria esperienza nel movimento e il percorso culturale seguito attraverso convegni e iniziative formative.
Numerosa anche la rappresentanza delle amministrazioni locali.
Erano presenti il sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci, l’assessore di San Cipirello Salvatore Licata, l’assessore di Monreale Bartolo Belmonte, il vicepresidente vicario facente funzioni del Consiglio comunale di Palermo Giuseppe “Pino” Mancuso e il cav. dott. Nicola Barretta, delegato territoriale di Palermo dell’Unione Insigniti della Repubblica.
Il mondo della scuola era rappresentato, tra gli altri, dal dirigente Sergio Picciurro, dell’IIS “Vincenzo Ragusa e Otama Kiyohara – Filippo Parlatore”, insieme a docenti e rappresentanti delle comunità scolastiche coinvolte nei percorsi di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva.
L’intervento istituzionale centrale è stato quello del sindaco di Palermo Roberto Lagalla, che ha espresso parole di stima e riconoscimento nei confronti del Parlamento della Legalità Internazionale per l’attività educativa e culturale svolta a fianco dei giovani.
Lagalla ha sottolineato l’importanza di formare nuove generazioni capaci di partecipare responsabilmente alla vita della comunità, di rispettare le istituzioni e di trasformare i propri talenti in risorse per il bene comune.
Il sindaco aveva incontrato il movimento anche poche settimane prima in Umbria, dove, durante l’appuntamento nazionale di Nocera Umbra, era stato proclamato “Sindaco dell’anno” dal Parlamento della Legalità Internazionale.
A Palermo il rapporto istituzionale si è tradotto in uno dei momenti più solenni della giornata: Lagalla ha consegnato una medaglia d’argento di rappresentanza della Città di Palermo in occasione del venticinquesimo anniversario.
Il vicepresidente Salvatore Sardisco ha quindi consegnato al sindaco l’omaggio commemorativo del XXV anniversario e ha ripercorso i suoi tredici anni di esperienza all’interno del movimento.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre distribuito l’opuscolo che documenta le tappe più significative dei venticinque anni del Parlamento della Legalità Internazionale.
Uno spazio particolare è stato riservato ancora una volta ai giovani. Una farfalla realizzata da Giuseppe Spinelli è stata offerta al sindaco, mentre Giuseppe Badalamenti ha condiviso con la platea una riflessione sul cammino culturale vissuto insieme al movimento.
La conclusione dell’appuntamento ha riservato infine una novità.
L’editore Carlo Guidotti, di Edizioni Ex Libris, ha presentato le prime copie di Non basta dire basta. Tienici stretti a guardare le stelle, il nuovo libro curato da Nicolò Mannino. L’opera raccoglie contributi di personalità delle istituzioni, della cultura, della scuola e del mondo giovanile ed è stata realizzata nell’anno in cui il Parlamento della Legalità Internazionale celebra il suo venticinquesimo anniversario.
La presentazione di Villa Niscemi apre ora un nuovo percorso: il volume sarà portato, secondo il programma annunciato, a Saint-Vincent, in Puglia, a Perugia e ad Assisi, con ulteriori iniziative culturali e solidali.
La cerimonia si è chiusa tornando idealmente alla figura di Rosario Livatino.
Nel giorno in cui Palermo ne ricordava il sacrificio, una parola ha saputo unire il passato e il futuro: essere credibili.
Credibili nelle istituzioni, nella scuola, nell’impegno sociale.
E soprattutto davanti ai ragazzi che, dopo aver trascorso la mattina tra i banchi, hanno scelto di riempire nel pomeriggio la Sala della Carrozza di Villa Niscemi.
È forse questa l’immagine più autentica dei venticinque anni appena celebrati: una sala piena di giovani e un nuovo cammino ancora tutto da scrivere.
Di Leonardo Lamberto Scaglione


